Premio Paestum 2013-sezione poesia in vernacolo

I PREMIO

1 – FRANCESCO TERRONE da Mercato S. Severino -per la poesia “’A NUTTATA NOSTA”
MEDAGLIA CAMERA DEI DEPUTATI

2 – ANNA BAROLOMUCCI da Napoli -per la poesia “’O MUNNO INT’’A ‘NA REZZA”
TARGA DELLA REGIONE CAMPANIA

3 – SALVATORE BOVA da Quarto Flegreo (NA) per la poesia “NAPOLI DOV’E’?”
TARGA E.P.T. di SALERNO

II PREMIO

1 –PIETRO MALANGONE da Salerno -per la poesia”’A VIGILIA ‘E NATALE”
TARGA DEL COMUNE DI ROCCAPIEMONTE

2 – MARIO SENATORE da Salerno -per la poesia “N’a sfera ‘e sole”
MEDAGLIONE ACCADEMIA DI PAESTUM

3 – CARLO CORRERA da Salerno – per la poesia “PADRE NOSTRO”
TARGA DEL COMUNE DI MERCATO S. SEVERINO

III PREMIO EX AEQUO

1 – PASQUALE LANZIONE da Salerno -per la poesia “STO’ ANCORA ASPETTANNO!”
TARGA DEL COMUNE DI MERCATO S. SEVERINO

2 – MAURIZIO PINTORE da Salerno – per la poesia “GIGIO CON MAMMA’ DINTO A CUCINA”
TARGA AZIENDA SOGGIORNO E TURISMO DI PAESTUM

3 – VINCENZO RUSSO – da Napoli -per la poesia “Kamikaze”
TARGA DELLE EDIZIONI GUTENBERG


Motivazioni della giuria

FRANCESCO TERRONE, ‘A NUTTATA NOSTA
È un messaggio d’amore che emerge dall’animo del poeta e che egli comunica attraverso una lirica solare e incisiva, con un’abile armonia di versi.

ANNA BARTOLOMUCCI, ‘O MUNNO INT’’A ‘NA REZZA
Espressività, colore, immediatezza di comunicazione sono gli elementi che dipingono questo scenario marino, reso con un sapiente gioco di versi ai quali è affidato un monito per l’ uomo.

SALVATORE BOVA, NAPOLI DOV’È?
C’è tanta passione e vivacità in questa descrizione di Napoli, delle sue bellezze paesaggistiche e architettoniche. Dall’incisività dei versi emerge la città in tutto il suo fascino e il suo colore.

Premio Paestum 2013-sezione poesia in lingua

PRIMO PREMIO (EX AEQUO)

A RITA MARCHESI da VERONA
per la poesia E LA NEBBIA VERRA’
TARGA E.P.T. di SALERNO

a GILDA MELE da FOGGIA
per la poesia AUSHWITZ
TARGA GIFFONI FILM FESTIVAL

a ELENA CIPRIANI MAZZANTINI da GROSSETO
per la poesia L’ORA DIVINA
MEDAGLIA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

SECONDO PREMIO (EX AEQUO)

ad ANTONELLA RONZULLI da NOVI LIGURE
per la poesia NEMICO INVISIBILE
TARGA AZIENDA SOGGIORNO E TURISMO DI PAESTUM

a MARIA TERESA EPIFANI FURNO da SORRENTO
per la poesia CH’IO POSSA PERDONARTI UOMO
TARGA REGIONE CAMPANIA a MARIA SPARANO BRESCIA da EBOLI

per la poesia ALBERO AMICO
MEDAGLIONE FIORISCE UN CENACOLO

 

TERZO PREMIO (EX AEQUO)

a MARIA TERESA SALVETTI da BITONTO (BA)
per la poesia E CI SARÀ …
MEDAGLIONE FIORISCE UN CENACOLO

ad ANIELLO DE PRISCO da PAGANI
per la poesia SINFONIA
MEDAGLIONE ACCADEMIA DI PAESTUM

a FERNANDA BESAGNO da ALASSIO (SV)
per la poesia PIOVE
MEDAGLIONE FIORISCE UN CENACOLO

 

QUARTO PREMIO (EX AEQUO)

a NICOLA EBOLI da POLICASTRO BUSSENTINO (SA)
per la poesia FOGLIE
TARGA GIFFONI FILM FESTIVAL

a LIVIO NARGI da CASTELVETERE SUL CALORE (AV)
per la poesia ALLA MADONNA DI CASTELVETERE
TARGA COMUNE DI MERCATO S. SEVERINO

ad ANNA MARIA NOIA da MERCATO S.SEVERINO
per la poesia LA SUA PRESENZA
MEDAGLIONE ACCADEMIA DI PAESTUM

 

MENZIONI DI MERITO

a EDUARDO DELEHAYE da NAPOLI
per la poesia CHIMERA MAGICA

a RAFFAELE GIALLAURIA da NOCERA INFERIORE
per la poesia PER RAFFAELE MARIA GIALLAURIA

a CARMINE GAITA da AVELLINO
per la poesia COME UN UOMO SOLO NEL DESERTO

a JOLANDA FASSINA SMANIOTTO da MONTEGROTTO TERME
per la poesia LE STELLE CI GUARDANO

ad ANTONIO DI RISO da SALERNO
per la poesia L’ALBA SENZA MATTINO

ad ADUA CASOTTI da GENOVA
per la poesia L’ORTO DI OTTOBRE

ad ANTONIO PIERPAOLO TEDESCHI da BRINDISI
per la poesia INGANNO


MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

RITA MARCHESI-E LA NEBBIA VERRÀ
Sentimenti ed emozioni, velati di nostalgie, trovano in questi versi l’espressione feconda di un’anima allo specchio.

GILDA MELE-AUSCHWITZ
La poesia per non dimenticare gli orrori della deportazione. La forza lirica esprime la crudezza del martirio e trasforma il dolore in composto ricordo.

ELENA CIPRIANI MAZZANTINI-L’ORA DIVINA
È la voce sommessa di un’anima che si dona alla mestizia della sera come in un caldo abbraccio. Versi che esprimono sensazioni intime e profonde.

Premio Paestum 2013-sezione narrativa

MENZIONE D’ONORE

1 – LILIANA TORISER da Trieste per il racconto “LE MONTALVE”
2 – ITALO SCHIRINZI da Piombino (LI) per il racconto “PREGHIERA”
3 – LUIGI PETROCELLI da Battipaglia (SA) per il racconto “I KUROS”
4 – GENNARO MAZZEO da Salerno per il racconto “VENDETTA AL TRAMONTO”

III PREMIO EX AEQUO

1 – LORENZO TALAMO da Marina di Camerota (SA) per il racconto “LA VISIONE” TARGA della REGIONE CAMPANIA
2 – CLAUDIA LANDOLFI da Salerno– per il racconto “IL VOLO DI ORTHENSE” TARGA ASSOCIAZIONE “EX ALLIEVI CONVITTO NAZIONALE TASSO”
3 – SALVATORE VELTRE da Roma – per il racconto “IL CASO” TARGA COMUNE MERCATO S. SEVERINO

II PREMIO EX AEQUO
1 – ANNA AITA da Napoli -per lo scritto “CIRELLA CALABRA”

TARGA DELLE EDIZIONI “GUTENBERG”
2 – CARLA D’ALESSANDRO da Nocera Inferiore -per il saggio “ZENO, LA COSCIENZA DI SVEVO”

TARGA E.P.T. di SALERNO
3 – ALDO MARZI da Roma -per lo scritto “TOTO’, COLLODI E LA MUSICA”

TARGA DEL COMUNE DI MERCATO S. SEVERINO
I PREMIO EX AEQUO

1 – PASQUALINA IAVARONE da S. Arpino (CE) per il racconto “LE ORME DEL TEMPO”
MEDAGLIA E. P. T. SALERNO

2 – MARCO VAGHEGGINI da Rapolano Terme (SI) per il racconto “IO VIVO D’AMORE”
TARGA COMUNE DI PELLEZZANO

3 – MARIA CRISTINA IAVARONE da Grumo Nevano (NA) per il saggio sociologico “IL MALESSERE DEI GIOVANI DEL NOSTRO TEMPO E LA LORO RINASCITA ATTRAVERSO L’OPERA DELLE VARIE AGENZIE EDUCATIVE”
MEDAGLIA DEL SENATO

L’Aula consiliare del Comune di M.S. Severino “Carmine Manzi”

1235306_387519194712911_580248320_n11 aprile 2013: presso il Palazzo Vanvitelliano di Mercato San Severino, alle 18, si è svolta la manifestazione per l’intitolazione dell’aula consiliare del Comune a Carmine Manzi.

Il sindaco Giovanni Romano ha tenuto il discorso ufficiale e ha spiegato il motivo della decisione dell’Amministrazione comunale di legare il nome dell’aula consiliare a Carmine Manzi, che fu anche sindaco e difensore civico di Mercato San Severino.

L’attore e regista Pasquale De Cristofaro ha letto alcuni brani del poeta scomparso e il maestro Costantino Catena, tra i maggiori interpretri di Liszt, ha svolto un concerto pianistico patrocinato dall’Ept di Salerno.

La manifestazione è stata condotta dal giornalista Franco Esposito, direttore di Telecolore.

L’Accademia

logoL’Accademia di Paestum, fondata nel 1949 da Carmine Manzi (Mercato San Severino, 18/09/1919-03/04/2012), è nata in un periodo particolarmente critico per la storia italiana ed europea, per contribuire allo sviluppo culturale del Mezzogiorno, alla promozione dell’arte, dell’archeologia e del giornalismo. Annovera tra i suoi co-fondatori Giulio Andreotti e Gaetano Quagliariello.
Fino agli anni ’80, grazie al lavoro e alla tenacia del suo Fondatore e Presidente, l’Accademia ha promosso i “Convegni Romani“, appuntamenti annuali che segnavano un momento di riflessione nella Capitale sui problemi del Mezzogiorno, con analisi e relazioni di intellettuali delle più diverse esperienze culturali: da Arrigo Montani a Mario Pastore, da Mario Rivosecchi a Maria Pia Fanfani, da Giuseppe Sotgiu al cardinale Pietro Sfair.
Allo stesso tempo l’Accademia istituì il Premio Nazionale Paestum, per contribuire alla promozione dell’arte e della poesia, in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
Oggi il Premio è giunto alla sua 55° edizione, che per le varie sezioni (tra cui una gara estemporanea di pittura) vedrà la premiazione di numerosi partecipanti, provenienti da tutta Italia.
Tra i vari premi la medaglia del Presidente della Repubblica.
Il resoconto ufficiale della edizione di quest’anno sarà come di consueto pubblicato sulla rivista Fiorisce un Cenacolo, Organo ufficiale dell’Accademia di Paestum.


Come partecipare

Regolamento

Si può concorrere con uno o più elaborati (poesie in lingua ed in vernacolo, novelle, racconti e saggi) ma ciascuno dei componimenti partecipanti, da inviare in 5 copie chiaramente dattiloscritte, di cui una sola firmata e con l’indirizzo dell’autore, deve essere accompagnata dalla quota di euro 20 (per concorso alle spese di segreteria e di organizzazione).

Si consiglia l’invio a mezzo raccomandata all’indirizzo
Accademia di Paestum – Segreteria Concorsi Letterari – Via Trieste 9 – 84085 Mercato S. Severino (SA).
Ogni poesia non deve superare i 40 versi ed ogni elaborato in prosa deve essere contenuto entro le 4 cartelle dattiloscritte a spazio due. Il tema è libero.

Vi racconto mio padre, fragile uomo d’acciaio con il dono della poesia

di Andrea Manzi

A più di un anno dalla morte del poeta e scrittore Carmine Manzi, fondatore del Premio Paestum, un ricordo del figlio Andrea.

Andrea Manzi
Andrea Manzi

I poeti parlano più da morti che da vivi. Entrano, alla fine dei loro giorni, in una comunità che riporta la morte nel cuore del presente, secondo l’auspicio del grande Octavio Paz.
A me è accaduto di verificare il prodigio delle parole “semprevive”, programmate cioè per squarciare la solitudine e attivare, quando si va via per sempre, una comunicazione impossibile. Ritengo perciò di essere un privilegiato perché posso rispondere, ad un anno dalla sua scomparsa, alla domanda “Cosa è rimasto di mio padre?”. A me è rimasto tutto, perché le sue parole scritte per “il dopo” mi riconsegnano di quel fragile uomo d’acciaio una testimonianza etica inossidabile.
Non era un modello, mio padre, del pater familias invincibile. No, in lui la paternità eroica subiva un’evaporazione lacaniana: e lui, il poeta, con acutezza tragica, sentiva il dolore del tempo senza sbarrargli la strada, per comunicarlo con energica solerzia lirica. In ogni fotogramma della sua vita ci sono un taccuino e una penna ad attivare i racconti e le tappe delle ore che spesso mettono i calzari di piombo, fino agli ultimi giorni quando, sotto le luci gelide della Rianimazione, visse la lotta durissima tra l’esigenza di trasmettere la sua esperienza estrema e quei lenzuoli bianchi che la mente, divenuta intermittente e infida, gli stendeva sulle parole chiare. Era un ascolto continuo, il suo, esercitato dalla trincea di un’infanzia permanente, un candido approccio nella zona più franca e profonda dell’anima. Senza fragilità non si vive la passione del mondo che muta e ingiallisce, né passano i racconti del verde e delle pietre o le voci mute delle albe e dei tramonti che orientano gli sguardi con le gradazioni della luce.
La lontananza dal mondo (spesso però solo apparente) faceva di Carmine Manzi un mistico della poesia, pronto a rintanarsi lì dove si palesava un primato della tecnica per attingere alla sua intelligenza spirituale, lontana dal dogmatismo del potere. Per questo motivo egli fu poeta anche quando lo vollero uomo delle istituzioni, perché visse sempre funzioni e ruoli civici come esercizio di verità e di onestà. Era questa la sua “rivoluzione creatrice”, operata per un nuovo ordine da fondare sulle macerie della contemporaneità.
Dicevo che le sue parole spesso appaiono scritte e programmate per “il dopo”. È vero, pensava sempre alla morte ma non la subiva: era un parametro, una condizione-limite della storia personale, oltre la quale c’era il prolungamento “assoluto” del suo mondo poetico. Non è pertanto forzata la scelta di volere sulla sua tomba un’epigrafe tratta da suoi versi: “…Qui dormono tutti / qui è silenzio profondo: e a contare l’ore / sono io soltanto, / ascoltando con la mano / i battiti del cuore…”.
Una grande emozione mi coglie, dopo quest’anno lungo e brevissimo senza di lui; un’emozione che non mi fa ritrovare le parole per l’impossibile (e grato) colloquio “holderliniano” che vorrei. Alfonso Gatto ci riuscì, per il padre, e scrisse: “… mi basterebbe che tu fossi vivo / un uomo vivo col tuo cuore è un sogno…”. Forse gli endecasillabi più belli della poesia contemporanea. Ed io glieli chiedo a prestito (d’amore).
Andrea Manzi
(dal Corriere del Mezzogiorno del 2 aprile 2013).

Addio a Carmine Manzi

manzi lettera dinoLo scrittore, poeta, giornalista e saggista sanseverinese e insignito della onorificenza di “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica e del sigillo Accademico, è morto, all’età di 93 anni. Mercato S. Severino ha dato l’ultimo saluto al professore Manzi nella camera ardente allestita presso l’Aula Consiliare del Palazzo Vanvitelliano. La popolarità letteraria dell’autore arrivò nel 1940 con la fondazione della rivista di lettere ed arti Fiorisce un cenacolo. Ha collaborato attivamente alla stampa quotidiana e periodica e a giornali e riviste stranieri. Fondatore e presidente, dal 1949, dell’“Accademia di Paestum” per lo sviluppo delle lettere e delle arti, scienze, archeologia e giornalismo. Ha ricevuto sette volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1961, 1968, 1973, 1976, 1978, 1989, 2003). Ha conseguito i seguenti primi premi in concorsi letterari: 1959, “Maria Moreno”; 1969, “Caserta”; 1970, “Poesia religiosa” Taranto; 1976, “Fiaccola etrusca” Londra; 1979, “Foyer des artistes”; 1983, “Città di Napoli”; 1985, “Campidoglio d’oro”; “La trivella”; 1996, “Roma città eterna”; 1997, “Mario G. Restivo”; 2003, “Valle del Sarno”; 2006, “Manlio di Masi”.
Nel 1992 ha ricevuto, dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d’argento dei “Benemeriti della Cultura e dell’arte“ e per i suoi sessant’anni di attività letteraria è stato insignito della onorificenza di “Cavaliere di Gran Crose dell’Ordine al Merito della Repubblica”.
Conta al suo attivo più di 130 libri, tra poesia, narrativa e saggistica, di cui alcuni tradotti in francese, inglese, spagnolo, greco e castellano. La prima raccolta di poesie è Parve faville (1938) a cui sono seguite: Acqua di sorgente (1955), Gocce di rugiada (1969), I canti del rimpianto (1973), Frammenti d’una estate romana (1995), Voci dal profondo (1996), La corsa dei giorni (1998), La scala per il cielo (1999), Le ultime del Millennio (2002) e La Lampada (2004); di narrativa: Passeggiate salernitane (1972), Taccuino da Paestum (1981), Massime e pensieri (1982), Diario amalfitano (1988), Terza pagina (1993), Vent’anni ciascuno (2004); di saggistica: Uomini d’arte e di pensiero (1972-1980), Napoli d’altri tempi (1984), Giacomo Leopardi e i canti napoletani (1988), Lucia nei Promessi sposi (1989), Lineamenti di critica e letteratura (1995), I mosaici di Michele Frenna (2000), Dagli archivi della memoria (2001), Il Papa alla finestra: Giovanni Paolo II (2006).

Sulla sua attività letteraria hanno scritto: J.P. Arcieri «M. è un poeta vero: ché sa, in forma diretta ed effettiva, partecipare al lettore la essenza del suo pensiero e delle emozioni.»; G. Bárberi Squarotti «Mi sono abbeverato alla sua poesia luminosa e dolce, fra memoria, descrizione, riflessione: un discorso che è sempre di assoluta purezza lirica.»; G. Cacciatore «Accanto al letterato che ritorna a riflettere e a rileggere i suoi autori (Francesco d’Assisi e Leopardi, Manzoni e Verga), vi è l’intellettuale di forte coscienza civile che posa il suo severo sguardo critico sui problemi della quotidianità.»; L. Fornari «L’autore rinnova se stesso scolpendo la propria opera e spezzando l’incantesimo che ha imprigionato nei segni del linguaggio dove le parole scritte ne catturano il suono.»; A. Granese «Manzi affronta con grande padronanza una vasta varia gamma di tematiche morali, di problematiche esistenziali e sociali. La sua poesia è, quindi, non solo “voce del profondo”, ma soprattutto espressione di pathos e di ethos.»; S. Pignataro «La sua feconda attività culturale ha un valore veramente universale, perché raggiunge la sfera intima della persona e incide sulla formazione delle coscienze.»; S. Veltre «I suoi scritti pregevoli, di grande correttezza morale e di forte rigore intellettuale».