Carmine Manzi

1463110_392417427556421_1698826277_nCarmine Manzi (M.S. Severino 1919-2012) è stato un poeta, uno scrittore, un giornalista e un saggista

Nel 1940 fonda la rivista di lettere ed arti Fiorisce un cenacolo.
Collabora attivamente alla stampa quotidiana e periodica e a giornali e riviste stranieri. Fondatore e presidente, dal 1949, della “Accademia di Paestum” per lo sviluppo delle lettere e delle arti, scienze, archeologia e giornalismo. Riceve sette volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1961, 1968, 1973, 1976, 1978, 1989, 2003) e consegue i seguenti primi premi in concorsi letterari: 1959, “Maria Moreno”; 1969, “Caserta”; 1970, “Poesia religiosa” Taranto; 1976, “Fiaccola etrusca” Londra; 1979, “Foyer des artistes”; 1983, “Città di Napoli”; 1985, “Campidoglio d’oro”; “La trivella”; 1996, “Roma città eterna”; 1997, “Mario G. Restivo”; 2003, “Valle del Sarno”; 2006, “Manlio di Masi”.
Nel 1992 riceve dal Presidente della Repubblica la Medaglia d’argento dei “Benemeriti della Cultura e dell’arte“ e per i suoi sessant’anni di attività letteraria è insignito della onorificenza di “Cavaliere di Gran Crose dell’Ordine al Merito della Repubblica”.
Conta al suo attivo più di 130 libri, tra poesia, narrativa e saggistica, di cui alcuni tradotti in francese, inglese, spagnolo, greco e castellano.
La prima raccolta di poesie è Parve faville (1938) a cui sono seguite: Acqua di sorgente (1955), Gocce di rugiada (1969), I canti del rimpianto (1973), Frammenti d’una estate romana (1995), Voci dal profondo (1996), La corsa dei giorni (1998), La scala per il cielo (1999), Le ultime del Millennio (2002) e La Lampada (2004); di narrativa: Passeggiate salernitane (1972), Taccuino da Paestum (1981), Massime e pensieri (1982), Diario amalfitano (1988), Terza pagina (1993), Vent’anni ciascuno (2004); di saggistica: Uomini d’arte e di pensiero (1972-1980), Napoli d’altri tempi (1984), Giacomo Leopardi e i canti napoletani (1988), Lucia nei Promessi sposi (1989), Lineamenti di critica e letteratura (1995), I mosaici di Michele Frenna (2000), Dagli archivi della memoria (2001), Il Papa alla finestra: Giovanni Paolo II (2006).

Sulla sua attività letteraria hanno scritto, tra gli altri:
J.P. Arcieri «M. è un poeta vero: ché sa, in forma diretta ed effettiva, partecipare al lettore la essenza del suo pensiero e delle emozioni.»; G. Bárberi Squarotti «Mi sono abbeverato alla sua poesia luminosa e dolce, fra memoria, descrizione, riflessione: un discorso che è sempre di assoluta purezza lirica.»; G. Cacciatore «Accanto al letterato che ritorna a riflettere e a rileggere i suoi autori (Francesco d’Assisi e Leopardi, Manzoni e Verga), vi è l’intellettuale di forte coscienza civile che posa il suo severo sguardo critico sui problemi della quotidianità.»; L. Fornari «L’a. rinnova se stesso scolpendo la propria opera e spezzando l’incantesimo che ha imprigionato nei segni del linguaggio dove le parole scritte ne catturano il suono.»; A. Granese «M. affronta con grande padronanza una vasta varia gamma di tematiche morali, di problematiche esistenziali e sociali. La sua poesia è, quindi, non solo “voce del profondo”, ma soprattutto espressione di pathos e di ethos.»; S. Pignataro «La feconda attività culturale di M. ha un valore veramente universale, perché raggiunge la sfera intima della persona e incide sulla formazione delle coscienze.»; S. Veltre «I suoi scritti pregevoli, di grande correttezza morale e di forte rigore intellettuale.».

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